Fino all’estate del 1984 in Italia nessuno sapeva cosa fosse il beach volley. Appena arrivato veniva ancora chiamato “pallavolo da spiaggia”. In effetti, quello era: i giocatori indoor venivano travolti da una nuova moda sportiva e trascinati sulle spiagge per provare a imporsi anche sulla sabbia.
A dire il vero, già negli anni Cinquanta e Sessanta una specie di beach volley si era affacciato tra Ostia e Fregene, ma era davvero primordiale: il due contro due non era ancora una realtà così praticata, i primi appassionati giocavano soprattutto tre contro tre, quattro contro quattro o, come nella pallavolo, sei contro sei; le regole non erano precise né chiare e chi si sfidava – provando a resistere al sole cocente e alla sabbia bollente – lo faceva in un campo delimitato alla bell’e meglio e con una rete alta come un braccio alzato. Era davvero un altro sport rispetto a quello che conosciamo noi oggi, un lontano parente che però ha avuto il merito di instillare la prima dose di amore per il beach volley.
L’ispirazione americana
In realtà, di merito ne hanno avuto anche gli americani. Anzi, hanno contribuito in modo significativo all’esplosione del beach volley in Italia. Sì, dobbiamo ammetterlo, in molti casi ci hanno ispirato e conquistato: abbiamo mangiato i loro panini e bevuto la loro Coca-Cola, abbiamo indossato i loro jeans, abbiamo ascoltato le loro canzoni e guardato i loro film, ci siamo innamorati delle loro serie tivù, li abbiamo visti volare a canestro e raggiungere la Luna. E poi sì, abbiamo anche “rubato” il loro beach volley.
Prendete per esempio Tom Selleck. Che c’entra? L’attore statunitense, protagonista di una delle serie americane più rappresentative degli anni Ottanta, Magnum P.I., è stato per molti ragazzi italiani di quella generazione un idolo: i baffi iconici, le camicie hawaiane svolazzanti in sella alla sua Ferrari 308 GTS e il suo fascino da sex symbol gli hanno fatto guadagnare l’affetto oltreoceano. Ma non solo. Selleck era anche uno sportivo dal fisico statuario, praticava la pallavolo e il beach volley, che è riuscito a portare in tv proprio grazie ad alcune scene di Magnum P.I. girate sulle spiagge americane. Anche così ha catturato l’attenzione e ispirato tantissimi giovani, avvicinandoli a questo sport. Un po’ come accadde quando i telefilm statunitensi trasmessi in Italia mostrarono per la prima volta gli skateboard, scatenando una curiosità febbrile che spinse migliaia di ragazzi e ragazze a creare le proprie tavole da skate home made, togliendo le ruote ai pattini tradizionali e montandole sulle assi di legno.
Il viaggio di Solustri e Squeo in California e il primo torneo
Ma se non fosse stato per quel viaggio di Marco Solustri e Angelo Squeo in California nell’estate del 1980, Tom Selleck e Magnum P.I. non sarebbero bastati e quell’estate italiana del 1984, che aprì la strada ad una nuova era, forse non sarebbe arrivata. Sulle spiagge degli Stati Uniti il beach volley era ormai uno sport abbondantemente diffuso e nelle serie tivù compariva sempre più spesso, ma bisognava viverlo e vederlo da vicino. Quando Solustri e Squeo trasformarono la loro spedizione in una piacevole scoperta si accorsero della bellezza di quello sport, così somigliante sotto tanti aspetti alla pallavolo ma allo stesso tempo così diverso e unico. Lo provarono, iniziarono a praticarlo e alla fine se ne innamorarono. Lo misero in valigia per portarlo in Italia e lo diffusero.

Arriviamo quindi finalmente alla prima esibizione di beach volley in Italia disputata dal 27 al 29 luglio del 1984 e organizzata da Claudio Fantini presso il Fantini Club di Cervia. Partecipavano alcuni dei migliori giocatori indoor del momento tra cui anche Angelo Squeo, che vinse in coppia con Massimo Penteriani davanti a circa duemila persone: un successone. Superarono in finale il duo Gobbi-Cappio in tre set da quindici (15-12, 15-2, 15-10 i parziali) su un campo con misure più ampie rispetto ad oggi (9 metri per lato, invece di otto). Si classificarono terzi Ghiurghi e Bardiani e quarti Molducci-Berti. Tra i giocatori più conosciuti vi erano anche Ghiretti, Ferrari e Pascucci. Visto il successo dell’evento, l’anno successivo, nel 1985, fu organizzato il primo campionato italiano in circuito con tappe in tutta Italia, vinto da Solustri e Ghiurghi.
E da lì in poi c’è stato tutto quello che di bello e buono uno sport come questo ha potuto dare. A tutti. Sono ormai quarant’anni che il beach volley riempie le giornate non solo di atleti fortissimi in tutto il mondo, ma soprattutto di tantissimi amatori e appassionati che hanno trovato, semplicemente, una fonte inesauribile di divertimento, sfogo e soddisfazione, nel modo più autentico possibile. Sono ormai quarant’anni che non è più solo “pallavolo da spiaggia”.